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1 giugno 2007

IL GIORNALE DELLA LIBERTA'

 
È NATO IL "GIORNALE DELLA LIBERTÀ" IN EDICOLA OGNI VENERDÌ CON "IL GIORNALE"

E' uscito oggi, allegato a "il Giornale", il primo numero de "Il Giornale della Libertà", il periodico settimanale dei Circoli della Libertà. Sarà in edicola tutti i venerdì.
Una tiratura di 300.000 copie per 12 pagine, nelle quali si rispecchia il modo di operare dell'Associazione. "Vogliamo dare voce all'Italia - spiega Michela Vittoria Brambilla, presidente nazionale dei Circoli della Libertà - essere una sorta di antenna parabolica in grado di captare quel che pensa oggi veramente la gente, mentre è immersa nel suo tran tran quotidiano".
Direttore della testata è Michela Vittoria Brambilla. Al suo fianco Marco Barbieri e Vittorio Bruno. In redazione Maria Giovanna Della Vecchia, Maria Comotti, Dino Bondavalli e Diletta Grella.
"La domanda che pongo ai nostri lettori è una sola - comincia così l'editoriale di Brambilla in prima pagina - ma non è di poco conto: chi non fa il politico di professione ha lo stesso diritto di parola e di opinione su quel che succede e non succede in questo Paese, oppure no? Molti cittadini, io compresa, pensano proprio di sì ed è appunto questa l'idea che ha fatto nascere, in tutta Italia, i Circoli della Libertà". E continua Michela Vittoria Brambilla: "E tanto vale chiarire subito anche un'altra cosa. Le persone che operano in questi Circoli non si considerano affatto politici avventizi o, peggio ancora, candidati mestieranti, per una politica di serie B. Insomma, non hanno alcuna intenzione di soppiantare questo o quel politico, e chi pensa il contrario non ha proprio compreso lo spirito che muove questo movimento, che anzi ha ben altri obiettivi. Primo tra tutti quello di raccogliere e poi trasmettere, anche alle istituzioni e ai palazzi della politica, idee, sentimenti, emozioni, e soprattutto esigenze del cittadino che non ha sul bavero i galloni della politica".
Questo primo numero riporterà la voce degli italiani sul tema delle tasse, della droga e dell'immigrazione. Inoltre, in prima pagina, lancia un'intervista esclusiva a Silvio Berlusconi dal titolo "È il paese a chiedere di mandarli a casa".
"È arrivato il momento che le forze che compongono la Casa delle Libertà riannodino i fili di una strategia comune perché, dopo questo voto, la nostra più urgente missione è quella di liberare il paese da un governo che la maggioranza degli italiani non vuole più e forse non ha mai voluto" spiega il presidente della Cdl.
"Mi pare che i tempi stringano perché, alle ragioni della politica, si sono sovrapposte quelle dei cittadini, la cui insofferenza nei confronti di questo governo ha assunto forme sempre più vistose.
Insofferenza e malcontento stanno lievitando e dilagando, nel paese, dovunque. Da un lato, difatti, la convivenza tra sinistra moderata e sinistra radicale sta producendo una specie di Torre di Babele, dall'altro sta andando in tilt la gestione dello Stato. Temi come quelli della sicurezza, dell'immigrazione clandestina e della vivibilità di molte aree metropolitane stanno letteralmente esplodendo".
"Non è la politica - aggiunge Berlusconi - ad essere in crisi, ma questa politica, la loro politica. Molti elettori che pure avevano votato a sinistra l'hanno clamorosamente bocciata. E ora tocca ai vari Fassino e Bertinotti stracciarsi le vesti. Ma con chi se la prendono se, di fronte ai problemi di questo paese, si sono comportati per mesi e mesi come se nulla fosse? Sulla politica fiscale, poi, il governo Prodi ha fatto davvero Bingo, riuscendo, in un colpo solo, a scontentare tutti, ceti medi e ceti operai. Per questo le dico che questo governo sta implodendo da solo".
Sui Circoli della Libertà, poi, Berlusconi afferma: "Sono un'iniziativa che nasce dalla gente e che deve mettere radici in ogni nostra città e in ogni nostro paese. Gli obiettivi che devono perseguire sono molteplici: diffondere la conoscenza di ciò che abbiamo realizzato con il nostro governo e di quello che intendiamo realizzare per completare l'opera di cambiamento e di ammodernamento di questo paese. Un'altra importante finalità è quella di mettere insieme tutti i sostenitori del centro destra liberale e promuovere così in futuro la nascita di un grande partito della libertà. Infine i Circoli devono fare da collettore tra le esigenze del paese reale e il mondo della politica. Quindi nessuna sovrapposizione di ruoli con i movimenti politici, ma strumenti che, coordinati tra loro, contribuiscano alla realizzazione di quel sogno che è nella mente e nel cuore di tutti noi: vivere in un paese moderno dove nessuno debba temere che vada al potere il suo avversario politico".
La redazione del Giornale della Libertà si trova in via Torino 68 a Milano.
Telefono 02-44409957 - 02-44409950.
Indirizzo e-mail:
segreteria@ilgiornaledellaliberta.it.




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31 maggio 2007

IN EDICOLA IL GIORNALE DELLA LIBERTA' CON IL GIORNALE

SPECIALE "IL GIORNALE DELLA LIBERTA" e a seguire "LA TV DELLA LIBERTA'"!

Finalmente il gran giorno: domani nasce
"IL GIORNALE DELLA LIBERTA'" voce dell'Associazione Circolo della Libertà presieduta da Michela VITTORIA Brambilla. E ogni venerdì, sarà distribuito in abbinamento a "il Giornale".
Quì sotto una breve Rassegna Stampa relativa ll'evento. Non prima però di Ricordare ai nostri lettori che sta per partire, a ruota, anche "LA TV DELLA LIBERTA'" diretta da Giorgio MEDAIL. E con questo il conto alla rovescia per il Governo Prodi, anche grazie agli ultimi risultati elettorali,  si fa sempre più veloce! Ma non si preoccupi, l'amico PRODI: potrà sempre trastullarsi con quel giocattolino chiamato PARTITO DEMOCRATCO. Altro che chiacchere: il vero Partito della gente, per la gente, futuro Partito della Libertà, sono i CIRCOLI DELLA LIBERTA'. Il vero cambiamento, per la nuova Italia, per l'Italia Libera, per la Libertà.

Galgano PALAFERRI
UFFICIO STAMPA
CIRCOLO DELLA LIBERTA' DI TORINO LUIGI EINAUDI




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29 maggio 2007

PRODI A CASA

Torino, 29 maggio 2007
 
 
Non è ancora «spallata» al governo, ma con i risultati delle elezioni amministrative per il centrosinistra si riapre «la questione del Nord». Oltre che Verona e Monza la Cdl «strappa» infatti alla sinistra Asti e Alessandria, fa il ribaltone in molti Comuni del Milanese e vince nettamente a Vercelli, Varese e Como. A Genova invece prevale il centrosinistra al Comune che alla Provincia viene però costretto al ballottaggio. Nel Centro Sud risultati a macchia di leopardo anche se l’Unione tiene e in Sicilia vince ad Agrigento e in Abruzzo conquista l’Aquila. A Reggio Calabria è invece un plebiscito per il centrodestra.

 
FIRMA E INVIA PER FAX ALLO 0244409977
 
I Circoli della libertà, dopo aver teso bene l'orecchio a quel che pensano oggi davvero i cittadini, hanno deciso di giocare a scottadito. Eh sì, che è proprio giocare a scottadito il voler raccogliere, in tutta Italia e secondo i dispositivi richiesti, le firme necessarie per presentare alle Presidenze delle Camere, come previsto dall'articolo 50 della Costituzione, una petizione popolare che chieda, da un lato, la riduzione dei costi della politica e degli apparati dello Stato e degli enti locali e, dall'altro, la riduzione delle spese di mantenimento della Presidenza della Repubblica, del Senato e della Camera dei Deputati.
I Circoli non ce l'hanno con la politica, anzi, proprio perché credono fino in fondo a queste istituzioni democratiche, la vogliono difendere. Ma per difenderla è ormai indispensabile che anche le Istituzioni e la politica si rendano conto che è arrivato il momento di contenere le spese, perché non si vede il motivo per cui le nostre Istituzioni, per strutture, personale, apparati, appannaggi e via dicendo, debbano costare assai di più di quelle di altri paesi europei che, in quanto a democrazia, sono persino più avanti di noi.
La nostra quindi non è una un'iniziativa demagogica o populista. Tutto il contrario. Rendere trasparenti questi costi e poi cercare di ridurli vuol dire riaprire il dialogo fra il paese reale e le sue Istituzioni. Perché la nostra Camera dei deputati deve costare il doppio di quella tedesca e quattro volte di più della Camera dei Comuni britannica? E perché una Istituzione come la Presidenza della Repubblica  deve costare oggi al contribuente quattro volte di più di Buckingham Palace, che pure rappresenta la democrazia più evoluta d'Europa? E poi è ammissibile - tanto per dirne una, ma di esempi se ne potrebbero fare a centinaia - che alla regione Lazio vi siano oggi otto gruppi parlamentari formati da un solo consigliere, ma con relativo contorno di spese di segreterie, uscieri e auto blu? Ed è ancora ammissibile che i soli partiti costino, in Italia, alla Tesoreria di Stato, 200 milioni di euro l'anno contro gli 80 della Francia, i 133 della Germania, i 155 che si spendono, in Usa, per ogni campagna presidenziale?
L'iniziativa dei Circoli non è contro la politica ma PER UNA POLITICA CHE, FACENDO LEVA SULLA TRASPARENZA DEI SUOI CONTI E DELLE SUE ATTIVITÀ e SULLA RIDUZIONE DEI COSTI, si avvicini finalmente al cittadino.

 COSTI DELLA POLITICA SI TAGLIANO ALL'INGLESE

Antonio Capranica, un giornalista Rai ex comunista convertitosi da tempo al liberismo britannico, ha curiosato, nel corso del suo lungo saggiamo a Londra, dentro Buckingham Palace per verificare quanto spende, per cerimoniali, appannaggi, manutenzione dei palazzi, etc, la Corte di Sua Maestà. Ebbene, forse non ci crederete, ma lì dentro si fa attenzione anche ai penny. Tanto che la regina, per far quadrare i conti, ha imposto regole ferree: 1- non si comprano tende nuove, ma si rammendano solo quelle vecchie; 2 - Se ci sono tappezzerie e divani consunti meglio mettere toppe e fodere piuttosto che comprarne di nuovi. Io non dico che, nei palazzi delle nostre Istituzioni , bisogna copiare abitudini che sconfinano con la taccagneria ma, Dio mio, ci deve pur essere un modo per ridurre costi di mantenimento e spese di appannaggio che ormai, da noi, hanno superato ogni limite di decenza: un Quirinale che, difatti, costa quasi quattro volte l'Eliseo e sedi parlamentari con spese a gogò nemmeno fossimo nel paese di Bengodi. Alcuni media hanno cominciato a fare le pulci ai loro bilanci e sono venute fuori cifre da capogiro. C'è chi dirà che i problemi sono altri. Lasciatemi dire che anche questi perchè proprio non si spiega perché una Stato come il nostro, che è tra i più indebitati di tutta Europa, non possa finalmente darsi una regolata e usare l'accetta per tagliare spese che, agli occhi dei cittadini, appaiono ingiustificate e proprio eccessive. Prima di mettere i ticket sul pronto soccorso, non sarebbe forse bene tagliare altrove imitando la regina Elisabetta? La verità è che il costo delle Istituzioni, sommato a quello della politica, sta diventando per il contribuente italiano una minestra assai indigesta perché non è accettabile che, da un lato, per diminuire il nostro debito pubblico, si mettano sempre nuove tasse e poi, dall'altro, non si faccia nulla o quasi nulla per ridurre i costi della politica e di tutto ciò che si muove intorno ad essa. Mi si dice, ad esempio, che è difficile oggi reperire i 60-70 milioni di euro che servirebbero per introdurre nelle scuole medie e superiori dei corsi di informazione che spieghino ai giovani quali possano essere gli enormi danni alla salute provocati dalla droga. Ma vogliamo scherzare? Basterebbe, ad esempio, ridurre di un decimo il parco di auto blu oggi circolanti in Italiala stima è di circa 170 mila - per avere subito in tasca questa cifra senza problemi. Oppure ridurre del 50% i servizi di funzionamento di Montecitorio e di Palazzo Madama quando non ci sono lavori parlamentari. Oppure ancora eliminare le sedi di rappresentanza che, non si sa davvero perché, molte Regioni tengono aperte in varie parti del mondo. E potrei continuare all'infinito perché di spese non indispensabili come queste ve ne sono a iosa. Ovunque. È un discorso serio che i Circoli della Libertà, che rappresento, intendono portare avanti ora con grande determinazione. Svegliamoci, facciamo qualcosa perché il cittadino sta cominciando seriamente a riflettere su questi argomenti e ad arrabbiarsi. Il suo crescente distacco dalla politica, distacco che ormai si tocca con mano, ne è un'allarmante testimonianza.


NELLE PRIME BATTUTE DI QUESTE ULTIME ELEZIONI AMMINISTRATIVE IL CENTRO-DESTRA HA DIMOSTRATO CHE DOVE SI E' PRESENTATO UNITO E COMPATTO HA VINTO.
LA STRADA DA SEGUIRE PER SVECCHIARE LA POLITICA E RINNOVARE L'ITALIA E' QUESTA E NESSUN' ALTRA.
UN ESEMPIO DA NON SEGUIRE : CASELLE TORINESE
16 LISTE, 9 CANDIDATI SINDACI, 293 CANDIDATI CONSIGLIERI SU POCO PIU' DI 14 MILA ELETTORI;
IL CENTRO-DESTRA NONOSTANTE FOSSE FORMALMENTE UNITO, (FORZA ITALIA, ALLEANZA NAZIONALE, LEGA NORD, DEMOCRAZIA CRISTIANA) A CAUSA DELLA VARIEGATA PRESENZA DI LISTE CIVICHE E DELLA SCELTA DELL'UDC DI CORRERE DA SOLA CHE HA COMPORTATO LA CONSEGUENTE FRAMMENTAZIONE DELL'ELETTORATO DI CENTRO-DESTRA, HA RICONSEGNATO LA CITTA' ALLA SINISTRA CONTRIBUENDO ALLA RICONFERMA DEL SINDACO USCENTE A CAPO DI UN' AMMMINISTRAZIONE CHE HA CHIUSO IL BILANCIO DI FINE MANDATO CON UN DEBITO DI 21 MILIONI DI EURO.
 
LE PRIORITA', QUINDI, SONO :
 
1) CONTINUARE LA RACCOLTA FIRME PER IL REFERENDUM SULLA LEGGE ELETTORALE (153.000 FIRME IN UN MESE);
 
2) ACCELERARE LA COSTITUZIONE DI UNA GRANDE FEDERAZIONE DI CENTRO-DESTRA;
 
3) SENSIBILIZZARE L'OPINIONE PUBBLICA SULLA NECESSITA' DI ABATTERE I COSTI DELLA POLITICA E LA PRESSIONE FISCALE PER DARE UN NUOVO SLANCIO ALL'ECONOMIA, SLANCIO INTERROTTO DA PRODI E IL SUO GOVERNUCOLO.
 
 
PER MANDARE A CASA I DILAPIDATORI
DELLE RISORSE PUBBLICHE !!!




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21 maggio 2007


Fini: "Le amministrative avranno un significato politico"

Como - Il voto delle elezioni amministrative va letto come un importante segnale politico. L’opinione di Berlusconi è condivisa dal leader di An Gianfranco Fini, intervistato a Como in una conferenza stampa pubblica. «Non c’è dubbio - ha detto Fini - che il dato diventa politico quando votano 12 milioni di italiani». Tuttavia il leader di An ammette che «la frammentazione di liste rende difficile la lettura politica». «Se come credo - ha aggiunto - il voto sarà favorevole al centrodestra e punitivo per il centrisinistra chissà cosa accadrà in quella armata Brancaleone» al governo. Secondo Fini non è detto però che questo porterà a una crisi nel governo che probabilmente «tamponerà la falla con una pezza a colori» ma sicuramente «la campanella dell’allarme rosso nella maggioranza inizia a suonare»

"Necessario sbarramento al 3-4%" «La soglia del 3-4% è necessaria perchè al di sopra di questa si capiscono quali sono gli interessi generali del Paese. Non possiamo permetterci di avere partiti che rappresentano solo se stessi». Lo ha detto il presidente di An, Gianfranco Fini, parlando a Como ad una manifestazione elettorale.

"D'Alema ha mascherato la verità" Fini è ritornato sull’intervista di ieri di D’Alema, secondo il quale c’è il rischio di un sentimento di antipolitica tra la gente: «D’Alema una cosa giusta l’ha detta, ma ha cercato di mascherare la verità. Non c’è un sentimento di antipolitica, ma un sentimento contro la politica del centrosinistra e del governo Prodi». «Anch’io - ha proseguito Fini - credo come D’Alema che bisogna evitare la proliferazione dei partitini, perchè allora sì che la gente avrà un risentimento contro la politica perchè la vedrà solo come una somma di egoismi». Secondo Fini l’antidoto a questo proliferare di piccoli partiti c’è: «Se vedete i tavolini dove raccolgono le firme per il referendum fermatevi».

"Bilancio negativo per il governo" Quello dell’attuale governo, ad un anno dal suo insediamento, «è un bilancio negativo non solo per l’Unione ma anche per tanti elettori del centrosinistra che non credono più alle promesse di Prodi e del suo governo». Lo ha detto Fini, Presidente a Vicenza durante un comizio. Per Fini il governo «trova unità solo nel disfare le leggi fatte dalla Cdl e nell’attaccare Berlusconi». Nel corso del comizio, attaccando la Finanziaria voluta dal governo di centrosinistra, Fini ha sollevato il problema del prelievo fiscale. «Operai ed impiegati - ha sottolineato - nell’ultima busta paga hanno trovato meno euro che a gennaio grazie al combimato disposto di aliquote e addizionali».

"Unicredit? Sinistra interventista" L’intelaiatura fra politica e finanza è piuttosto evidente soprattutto nella sinistra italiana che «ha una certa tendenza a un iperattivismo anche nel rapporto tra politica, economia e finanza». Il leader di An non ha commentato direttamente la fusione Unicredit-Capitalia, ma ha glissato la domanda parlando genericamente del binomio potere-banche. «La politica deve rimanere neutra - ha detto Fini - dalle aggregazioni o dai conflitti. La politica deve fare le regole, dunque il centrodestra non credo che sbagli a rimanere neutro. Noi abbiamo una cultura per la quale il mercato è libero di stabilire le regole». Atteggiamento diverso a sinistra che «tende a essere più interventista. A sinistra - ha concluso Fini - ci sono tanti moralisti che danno lezioni a noi mentre dovrebbero guardare la trave nei loro occhi e non la pagliuzza nei nostri».

"Tesoretto, il contentino a tutti non soddisferà nessuno" Le cinque priorità dell’utilizzo dell’extragettito fiscale indicate dal governo seguono «la logica del contentino a tutti e alla fine non sarà soddisfatto nessuno». Fini ha rivendicato i meriti del centrodestra per quanto riguarda il gettito fiscale maggiore del previsto: «Non è vero, come dice la sinistra, che i conti erano in dissesto», e che «come avevamo detto e previsto la riduzione delle aliquote ha determinato un comportamento virtuoso nel tempo, cioè in presenza di aliquote più giuste la gente ha pagato il giusto».




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14 maggio 2007

BANCHETTO SU TFR DAVANTI IL CANCELLO N° 2 STABILIMENTO DI FIAT MIRAFIORI

Il Circolo della Libertà di Torino Luigi Einaudi organizza nella giornata di venerdì 18.5.2007 a partire dalle ore 13.30 un "BANCHETTO INFORMATIVO" sul TFR nei pressi del cancello n°2 dello stabilimento di Fiat Mirafiori. Un tema di stringente attualità, anche perchè ormai manca poco al termine ultimo previsto per la scelta da parte del lavoratore. Una scelta che, essendo irrevocabile, sarà di fondamentale importanza per il suo futuro. Qundi sarà bene scegliere a ragion veduta e avendo tutti gli elementi per poterlo fare.

Capire dove destinare la propria liquidazione è una scelta importante e nella maggior parte dei casi irreversibile, da compiere dopo avere valutato attentamente tutti i pro e i contro. Il governo, però, dopo aver stabilito nuove regole in materia di trattamento di fine rapporto, ha lasciato i lavoratori in balia di loro stessi, peccando gravemente di carenza di informazione. Ma i lavoratori chiedono chiarezza. Significativi i risultati emersi da un recente sondaggio condotto il Centro Studi dell’Associazione Nazionale Circolo della Libertà: la maggior parte dei giovani è preoccupata per il Tfr e per le pensioni.




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11 maggio 2007

FAMILY DAY, SABATO 12 MAGGIO ORE 15 PIAZZA CARIGNANO - TORINO

IL CIRCOLO DELLA LIBERTA' DI TORINO LUIGI EINAUDI

VI SEGNALA L'INIZIATIVA PROMOSSA DALLA SEGRETERIA PROVINCIALE DI ALLEANZA NAZIONALE

Care amiche, cari amici,

domani, sabato 12 maggio si svolgerà anche a Torino il Family Day, un appuntamento organizzato - dalla segreteria Provinciale di Alleanza nazionale - per dare la possibilità a tutti i torinesi di manifestare e sostenere il Valore fondamentale della Famiglia che da sempre è, per la Destra più che per altri, la base fondante della società.
Sarà un momento di festa in piazza, ma anche di ritrovo per tutti quei cittadini, che assieme a noi, credono in quel Valore universale che è la Famiglia la quale, oggi più di ieri, deve essere difeso dal tentativo delle sinistre di svilirne e stravolgerne il concetto con l''unico intento di "legalizzare" i matrimoni gay e poi, in seguito, favorire anche le adozioni da parte di coppie omosessuali.

Nella speranza di vedervi numerosi, vi porgo i miei più cordiali saluti

On. Agostino Ghiglia
Pres. Prov.le AN

FAMILY DAY

SABATO 12 MAGGIO - dalle ore 15,00

TORINO - P.zza CARIGNANO

MUSICA DAL VIVO
GIOCHI GONFIABILI PER BAMBINI, TRUCCABIMBI
MERENDA PER TUTTI




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11 maggio 2007


IL PARTITO E I CIRCOLI NON SONO ALTERNATIVI

Reduce dalla mostra internazionale felina di Lecco, dove era ospite d'onore, la presidente dei Circoli delle libertà Michela Vittoria Brambilla non nasconde la sua soddisfazione per essere stata citata da Berlusconi come possibile futuro premier del centrodestra. Tuttavia frena: «Il leader? È e resterà Berlusconi e non credo si sia stancato di guidare la Casa delle libertà».
Anche se il Cavaliere ha poi precisato che «decideranno gli elettori», c'è stata una parziale investitura. Che ne pensa?
«Non penso siano possibili investiture o passaggi di consegne. I leader li scelgono sempre i cittadini e poi io non sono un politico ma un imprenditore. Anche nei circoli, poi, non esistono figure imposte dall'alto. Sono una sostenitrice della democrazia della base».
Secondo alcune indiscrezioni Forza Italia sarebbe in fibrillazione per una sua ipotetica candidatura...
«Non lo so. So soltanto che oggi il telefono ha squillato in continuazione: deputati e senatori che si complimentavano con me. E credo fossero tutti sinceri».
Qualche nome?
«Non mi va di citare qualcuno rischiando di fare un'ipotetica lista di amici e nemici».
Qualche settimana fa, però, una parlamentare azzurra ha ammesso: «Resta il problema di fondo: se i circoli funzionano, che ne farà Berlusconi del partito?».
Il partito e i circoli non sono alternativi. Ben vengano  altri  circoli  o club, il lavoro è talmente tanto... Forza Italia intercetta molti italiani, molti militanti. Ma i circoli delle libertà danno voce a chi ritiene un partito troppo impegnativo, per esempio gli imprenditori».
Lei ha sempre sottolineato di non essere un politico. Quanto è distante dalla politica di apparato, anche quella dei Bondi e dei Vito...
«Bondi è un buon amico e ho un ottimo rapporto di collaborazione, non solo con Forza Italia ma con tutti i partiti del centrodestra. Interagiamo perché per loro siamo fonte di nuove forze, mentre noi ci appoggiamo ai partiti per le nostre petizioni».
Berlusconi la stima molto: quanto conta il fatto che lei sia un'imprenditrice?
«Il presidente apprezza chi arriva in politica dopo aver conseguito risultati sul fronte professionale. In un certo senso anch'io, come il Cavaliere, sono scesa in campo per il suo stesso motivo: dedicarmi alla cosa pubblica per una missione, non per necessità di uno stipendio facile o per fame di poltrone. Da imprenditore, m'illudevo che si potesse svolgere questa professione senza fare i conti con la politica: non è così. Basta vedere quanti danni ha fatto l'ultima finanziaria di Prodi alle nostre imprese».
È solita ripetere che il partito delle libertà c'è già nella società. Ma un giorno frena Bossi, un altro Casini, un altro Fini mette i puntini sulle «i» parlando di federazione...
«Il nome non è importante: lo si chiami partito unico, federazione, corporazione. La realtà è che l'elettore di centrodestra è unito. I leader politici non hanno scelta, sono destinati a unirsi».
Come il Partito democratico...
«No. quella è una fusione a freddo, un'operazione   verticistica, da noi si può e si deve partire dalla base».
Un po' come i suoi circoli... Più di 4mila in soli tre mesi: un vero plebiscito per lei...
«Il progetto ha avuto un enorme seguito e riscontro. Ma questo non è
certo dovuto a me. Abbiamo soltanto dato una risposta a una domanda. La gente ha il rifiuto della politica politicante, non sopporta più i politici che parlano per ore in politichese sui Dico o su astruse strategie. Agli italiani interessano le buste paga, le pensioni, le tasse, il Tfr: i veri problemi di tutti i giorni».
Capitolo Tfr, avete inaugurato banchetti per dare una bussola ai cittadini. Il governo calcolava che ci sarebbe stato un grande afflusso nelle casse dell'lnps. Andrà così?
«È scandaloso che il governo non stia facendo nulla, a parte qualche spot incomprensibile, per aiutare i lavoratori nella loro scelta. Noi vogliamo supplire a questa mancanza e abbiamo stampato delle brochure informative. Gli introiti all'Inps?
Ci siamo sempre opposti che i nuovi flussi entrassero nella gestione dei fondi integrativi o finissero nel grande calderone dell'Inps».


(da Il Giornale, Francesco Cramer, 06/05/07)




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8 maggio 2007


GLI ELETTORI DELLA CDL VOGLIONO
IL PARTITO DELLA LIBERTÀ

Sì al partito della libertà. È il risultato di un sondaggio del "Giornale", realizzato da FerrariNasi&Grisantelli su un campione di 400 elettori della Casa delle libertà: il 69% vorrebbe due soli partiti in Parlamento, solo il 26,7% preferisce un sistema diverso. Per quanto riguarda la leadership, al primo posto c'è Silvio Berlusconi, con il 36,1% dei voti, seguito da Gianfranco Fini (25,9%) e da Pier Ferdinando Casini (10,6%).
I sostenitori del bipartitismo abitano perlopiù nell'Italia centrale (82%), sono laureati (80,5%), e hanno più di 56 anni (67%).


ANCHE GLI OPERAI VOTANO CENTRODESTRA

Addio sinistra: moltissimi operai, ormai, votano centrodestra. A dirlo è un sondaggio realizzato dalla Swg e condotto dall'Ires-Cgil su un campione di settemila interviste. Dallo studio è emerso che i dipendenti pubblici tendono a preferire l'Unione, mentre i liberi professionisti, gli imprenditori, gli artigiani, i commercianti e gli agenti di commercio optano per la Casa delle Libertà. Gli operai, invece, si dividono a metà, ma in Veneto e in Lombardia, anche se sono iscritti al sindacato, scelgono senza ombra di dubbio il centrodestra: lo ha fatto il quarantadue per cento dei tesserati di Cgil, Cisl e Uil. Anche i pensionati optano per la casa della libertà: l'hanno preferita il 48,9% di quelli settentrionali, il 34,2% di quelli del Centro Nord, il 42,6% del Centro sud e il 43,9% delle isole. In generale scelgono il centrodestra pure i disoccupati e le casalinghe.





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2 maggio 2007


SABATO 5 MAGGIO
A PARTIRE DALLE ORE 15:00
A TORINO
IN VIA GARIBALDI ANGOLO PIAZZA CASTELLO

IL CIRCOLO DELLA LIBERTA' DI TORINO
LUIGI EINAUDI


ALLESTIRA' UN BANCHETTO
PER LA DISTRIBUZIONE DELLE BROCHURE INFORMATIVE SUL TFR
E LA
RACCOLTA DELLE FIRME CONTRO
IL DISEGNO DI LEGGE SULL'IMMIGRAZIONE


ACCORRETE NUMEROSI!!!
DIMOSTRIAMO CHE ANCHE TORINO C'E'!!!




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2 maggio 2007


IMMIGRAZIONE:

XENOFOBI PROPRIO NO, MA NEMMENO STUPIDI

 

Chiariamo subito una cosa: la raccolta di firme promossa dai Circoli della libertà contro la legge delega proposta da questo governo sull'immigrazione non è un'iniziativa che  nasconda, magari nel suo sottofondo, intenti, fibrillazioni o sussulti che siano, in qualche misura, di matrice xenofoba. Non cadiamo, per carità, in simili sciocchezze che qualcuno, sull'altra sponda, a corto evidentemente di validi argomenti, sta persino tentando di accreditare. Come non ci sogniamo nemmeno di imbastire qualche collegamento tra l'efferato assassinio di un'infermeria da parte di una prostituta rumena - un delitto che avrebbe potuto commettere chiunque - con il problema  dell'immigrazione. I motivi, invece, per cui i nostri Circoli ritengono illogica, anzi rischiosa, anzi proprio pericolosa, la nuova normativa ora proposta dal governo sono diversi e di tutt'altra natura. Mentre non abbiamo, infatti, nulla da eccepire né sulle norme  che  mirano ora a maggiormente facilitare l'afflusso di mano d'opera immigrata nelle nostre imprese, né su quelle che rendono possibile l'accesso e poi la  permanenza, in Italia, di immigrati  che posseggono titoli certificati di studio e di professionalità, ci lascia, invece, estremamente perplessi quella parte della legge che consentirebbe ora ad ogni immigrato che fosse in grado di esibire un minino di reddito personale - qualsiasi possa essere l'origine di questi proventi - di soggiornare in Italia non solo quanto e come vuole ma con gli stessi diritti di chi, invece, ha in tasca un regolare contratto di lavoro e quindi una certificata fonte di reddito.
Ecco dove non ci siamo proprio e almeno per tre motivi. Primo perché una deroga del genere (l'autosponsorizzazione)  aprirebbe  praticamente le porte ad ogni tipo di incontrollabile immigrazione e proprio nel momento in cui i flussi immigratori, da noi come nel resto d'Europa, stanno aumentando vertiginosamente. Difatti, proprio perché preoccupata dall'entità e della pericolosità di questo fenomeno, l'Unione europea, attraverso il trattato di Schengen, ha posto precisi paletti che, in altri paesi, Francia e Germania in primo luogo, sono già rigorosamente osservati. Secondo, perché l'Italia, a differenza degli altri due paesi europei prima citati, non dispone ancora (e chissà quanto ne potrà disporre) di apparati e di strutture che consentano forme di  controllo sulle origini e sulla reale provenienza di certi redditi. Perché, se questi controlli vi fossero, noi non avremmo oggi in Italia percentuali così elevate di lavoro nero e di evasione  fiscale. Non riusciamo a controllare la trasparenza di molte nostre imprese e le fonti di reddito di molti cittadini italiani, figuriamoci se riusciremmo a controllare anche quella  degli immigrati. Terzo, perché oggi in Italia operano ben 18 organizzazioni criminali straniere - in nessun altro paese europeo questo fenomeno ha così vaste latitudini - che hanno tutto l'interesse  a far affluire nel nostro paese  masse  di immigrati  da utilizzare poi come manovalanza e come struttura operativa per i loro traffici. È già così perché sia sul versante della prostituzione come su quelli della droga, del racket e della vendita di prodotti contraffatti, queste organizzazioni, talvolta in combine con 'ndrangheta e altre mafie di matrice italiana, sfruttano largamente l'immigrazione clandestina e, in certi casi, persino quella che, in qualche modo, si è legalizzata.

Ecco l'errore macroscopico di questa legge: non tener conto di quali strumenti possano usare queste potenti organizzazioni, spesso assai sofisticati perché entrano in gioco anche società dall'apparenza legale, per penetrare ancora di più nel mercato italiano dando corpo a sempre nuovi e sempre più  invasivi  giri di affari di matrice criminale. Eppure il ministro dell'interno dovrebbe sapere che già oggi entrano, in Italia, ad esempio dall'Albania e dalla Nigeria, centinaia di  immigrate  che, sotto il falso titolo di modelle, vanno poi invece ad incrementare il sempre più vasto fronte della prostituzione. E queste false modelle non hanno problemi di reddito, perché c'è chi pensa ad assicurarlo loro. Eppure il governo sa benissimo che ci sono Triade cinesi e  organizzazioni criminali di matrice senegalese che assoldano di continuo immigrati per allargare il giro delle vendite di prodotti contraffatti. Sulla droga, poi, non c'è organizzazione criminale che non stia in ogni modo allargando, dati gli enormi profitti che si stanno accumulando, la cerchia dei propri spacciatori.

Per concludere: niente da dire sul fatto che una nuova e più elastica normativa serva a soddisfare la crescente domanda delle aziende. Come è anche giusto, sotto il profilo culturale e professionale, favorire l'evoluzione di una società che, in Italia come nel resto d'Europa,  tende ormai  ad assumere dimensioni multietniche. Ma da questo a cancellare, come di fatto rischia di accadere con l'autosponsorizzazione e con  gli altri varchi di ingresso consentiti da questa legge, ogni forma di controllo su chi arriva e chi risiede in Italia, molto, anzi moltissimo ci corre. Basta del resto leggere i commenti, a dir poco stupefatti, che la stampa svizzera ma anche quella tedesca, hanno fatto su questa nostra nuova legge. Che, così com'è, non sta proprio in piedi. Perché nasce sulle nuvole (non tenendo conto della realtà italiana) e può, se applicata, produrre danni ancora maggiori di quelli di cui, a causa dell'immigrazione clandestina, sta oggi soffrendo il nostro paese




permalink | inviato da il 2/5/2007 alle 10:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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